martedì 30 giugno 2009

domenica 28 giugno 2009

sabato 27 giugno 2009


Silvio Berlusconi è sempre più isolato, anche la chiesa cattolica, sua grande sostenitrice in passato, ora ne prende sempre più spesso e sempre più pubblicamente le distanze. Quando la nave affonda i topi scappano ed il topolino, o meglio il topolone chiesa, questo lo sa benissimo, ha fatto lo stesso con Mussolini e con la DC ed ora la storia si ripete con l'ex grande protetto Silvio.
Il più grande errore che un uomo di potere può commettere è non capire quando farsi da parte. E' il grande errore di Berlusconi. La sua voglia di fare l'attore e calcare la scena gli ha fatto dimenticare che lo spettacolo lo si può benissimo guidare da dietro le quinte.
Non è certo adesso però che il Cavaliere ha sbagliato, il suo errore risale ancora più indietro, ora non può far altro che stare al gioco. Spesso si accomuna il Cavaliere a Napoleone, bene se gli ultimi scandali rischiano di essere la sua Waterloo c'è stato precedentemente un'Isola D'Elba ed esattamente quando è stato sconfitto da Prodi nel 2006. Se fosse stato più umile, ma l'umiltà non fa parte del suo carattere, avrebbe capito che era ora di prendere atto della sconfitta e ritirarsi di buon grado ottenendo così tre cose che invece ora rischia di perdere:

1) avrebbe permesso a Forza Italia (ora PdL) di crescere senza di lui con una nuova dirigenza
2) si sarebbe goduto gli onori e la gloria
3) avrebbe continuato ad esercitare il suo potere

E' quello che ha fatto ad esempio D'Alema, pur non essendo in prima linea, o meglio pur non essendolo stato per un po' di tempo, nel PD oggi è più potente che mai.
Se Silvio avesse compreso che un buon generale è colui che sa anche ritirarsi oggi non si troverebbe in questi casini ma avrebbe semplicemente riempito qualche pagina di gossip e nulla più. Che fare a questo punto?
Le soluzioni sono diverse, o dimettersi e farsi da parte oppure dimettersi e ripresentarsi alle elezioni col rischio però di peggiorare la situazione oppure cambiare radicalmente. Come? Primo liberarsi di Ghedini che ormai gli fa più male che bene, secondo mettere a tacere i Bondi, i Gasparri e compagnia bella che sparano soltanto cazzate, se possibile farsi intervistare da Repubblica rispondendo ad ogni domanda, in ogni caso smettere di tirarsi la zappa sui piedi dicendo cose che smentisce egli stesso dieci minuti dopo ma chiudersi in un religioso (non so se sia il caso di dirlo) silenzio, terzo smarcarsi dal Vaticano cambiando politica e diventando vero laico, adottare una politica davvero liberale, mandare Rete 4 su satellite perdendo si un po' di soldini ma togliendo un'arma ai nemici e spiazzare così l'opposizione.
Impossibile? Credo di si, molto probabilmente continuerà ad arrabattarsi in qualche modo gridando al complotto, cercando con ogni mezzo di far tacere chi invece urlerà ancora più forte, aggiungendo menzogne su menzogne e provocando ulteriori scandali. Forse riuscirà ad arrivare a fine legislatura ma saranno tre anni durissimi, tre anni in cui non riuscirà a governare l'Italia se non con la forza (che può anche essere legislativa non necessariamente militare) arma questa però a doppio taglio perchè rischia di fare la fine di Luigi XVI invece di morire tranquillo in un letto come Napoleone.

venerdì 26 giugno 2009


In pochi giorni se ne sono andate due icone dello spettacolo.
Prima la bellissima Farrah Fawcett, icona della bellezza di fine anni '70, famosa per la sua chioma bionda tanto da assicurarla per svariati milioni di dollari. Quasi tutti la ricordano nella serie televisiviva Charlie's Angels, bellissima e grintosa, se ne è andata per un tumore che ormai le aveva devastato il corpo, dopo una vita burrascosa accanto a Ryan O'Neal.
Ieri è morto invece per collasso cardiaco Michael Jackson che negli anni '80 fu l'indiscusso re del pop. Anche lui con una vita privata travagliata, prima le operazioni che hanno stravolto la sua fisionomia rendendolo irriconoscibile, poi i guai con la giustizia e le accuse di pedofilia, i soldi guadagnati e quelli ancora di più spesi, incarnava la star capricciosa ed inarrivabile ma era anche un genio della musica che ci ha regalato tanti momenti indimenticabili.
Quando muoiono personaggi come Farrah e Michael tutti noi perdiamo qualcosa, ci sentiamo in qualche modo più poveri, restano il loro ricordo e le loro opere, tutto il resto vola via con loro.

lunedì 8 giugno 2009


Le elezioni europee sono ormai un ricordo, dalle urne ne sono usciti vincitori la Lega e l'IdV. PdL e PD hanno sostanzialemnte tenuto anche se con una leggera flessione, tutti gli altri partiti divisi in micro realtà sono stati spazzati via non riuscendo a superare il limite del 4%.
Silvio si incazza con i suoi perchè, dice, di essere stato il solo a tirare la carretta, eppure in Friuli Venezia Giulia con 64286 preferenze è stato superato da Debora Serracchiani astro nascente del PD con 73910 preferenze.
La Serracchiani è il nuovo volto del PD, secondo me colei su cui puntare per il suo rilancio visto i sostanziali fallimenti di Veltroni e Franceschini e non vedrei male una sua elezione alla segreteria o comunque in un posto chiave all'interno del maggior partito dell'opposizione. Per lo meno così farebbe se il PD fosse furbo. Debora è un volto nuovo, fresco, che ha il coraggio, almeno per ora, di dire ciò che pensa senza mezzi termini ed in un'arena politica in cui invece ognuno dice solo ciò che gli fa comodo, è una dote che potrebbe rivelarsi vincente, inoltre ha anche il pregio di non essere impastoiata con le stanze del potere.
Per arrivare ai miei Radicali, Pannella è stra-felice del misero risultato ottenuto, io no. Anzi mi pongo serie domande. Mi spiace ma a me un misero 2 e qualcosa per cento non basta e, se non si è riusciti ad ottenere di più, invece di esultare sarebbe meglio chiedersi il perchè. Forse anche all'interno del più vecchio partito italiano è necessario un rinnovamento.

venerdì 29 maggio 2009


Voglio tornare un attimo sull'infelice battuta di Franceschini ed i figli educati da Berlusconi. E' stato uno scivolone madornale che ha avvantaggiato e non poco il Premier facendogli riscalare le posizioni perse.
In questa battuta Franceschini ha messo in campo quel moralismo cattolico che tanto danno ha fatto al nostro paese ed ancora continua a fare.
Se a Berlusconi piacciono le 'galline novelle' sono affari suoi, finchè non viola la legge è liberissimo di fare quello che gli pare, il punto su cui battere è che ha mentito alla nazione. Non interessa nemmeno perchè e percome, fatto sta che ha mentito e questo basta e avanza. Clinton non è stato inquisito per aver avuto rapporti sessuali con la Lewinsky, quelli casomai sono affari della moglie, è stato inquisito per aver mentito, punto.
Franceschini, invece, non smentisce il clichè del cattolico puritano facendo il gioco di Berlusconi che, subito, se ne è avvantaggiato. Ancora una volta paradossalmente si torna alla laicità delle istituzioni, perchè anche questa è laicità: non mettere di mezzo pubblicamente la morale cattolica nella vita privata delle persone, nemmeno se è il Presidente del Consiglio. Ogni cattolico trarrà la sua conclusione da questa vicenda ma, chi fa il politico si deve attenere ai valori laicali ed all'indipendenza dello Stato dal Vaticano. Se il leader del PD si fosse attenuto a questa semplice regoletta non sarebbe scivolato così maldestralmente.


L'Italia è allo sfascio ed andrà sempre peggio se gli italiani non si decideranno ad aprire gli occhi. Se non si cambia si avrà un'implosione del sistema Italia, in sostanza crolleremo su noi stessi come un castello di carte.
I motivi di questo crollo risiedono in una classe politica, senza distinzioni fra destra e sinistra, inadeguata ad affrontare i problemi del Paese, in una maggioranza chiusa e riottosa, personalista nelle azioni e populista nei comizi che, dicendo quello che gli italiani vogliono sentirsi dire e non quello che invece bisogna fare, vengono acclamati come salvatori di una patria destinata a sgretolarsi. Una maggioranza che, essendo inadeguata, e lo sa bene, piuttosto che cambiare il sistema Italia rendendolo capace di affrontare il futuro lo riportano invece indietro nel tempo in una pericolosa chiusura a riccio. Una maggioranza costruita ad personam, in cui pochi hanno privilegi, anzi pochi hanno tutti i privilegi possibili ed immaginari compresa l'immunità dai reati che essa commette e tutti gli altri allo sbando culturale, sociale ed economico.
Una maggioranza sostenuta inizialmente dagli ambienti ecclesiatici il cui unico scopo era non perdere i privilegi acquisiti, ma se possibile aumentarli, e nel contempo impedire riforme sociali che avversano. Ciò però ha causato l'allontamento di molti fedeli che non si ritrovano più in una Chiesa che vorrebbe tornare ai fasti dell'ancienne régime, una Chiesa che non riconosce i cambiamenti in atto in una società sempre più complessa e variegata. Una Chiesa che, dopo pericolose leggi dall'odore fascista e, forse, resasi conto del divario fra lei ed i fedeli cerca ora un cambiamento di rotta criticando aspramente chi, fino a pochi mesi fa, portava su un palmo di mano.
Più o meno lo stesso discorso vale per Confindustria. All'inizio schieratasi con 'uno di loro', uno che si è ben guardato dal controllare i prezzi all'entrata in vigore dell'euro e lasciando che il cambio in poco tempo passasse da 1:2000 circa a 1:1000 senza ovviamente il corrispettivo aumento delle buste paga fra le più basse dell'Europa Occidentale. Per un po' Confindustria, rivelandosi miope, si è crogiolata in questo 'guadagno extra' fino a quando il giocattolino si è rotto perchè di fronte all'aumento delle spese i consumi sono drasticamente diminuiti mettendo in crisi proprio questo sistema da salasso ed ora chiede riforme liberali ad un governo e ad una maggioranza che invece vanno esattamente nella direzione opposta e che cerca di mettere paletti in ogni dove, persino sulla morte dei propri connazionali.
L'Italia ha un debito pubblico di oltre 1770 miliardi di euro, una debito impressionante che ci costa all'anno più di 80 miliardi in soli interessi, debito che continua a crescere ed a cui non si vuole porre un freno ma anzi si continua allegramente ad aumentare. Debito con cui prima o poi dovremo fare i conti e saranno conti molto salati.
Tutto questo reso possibile da una minoranza senza idee, senza arte nè parte, divisa, litigiosa ed inconcludente e da un sistema d'informazione, pubblico e privato, complice degli istinti meno nobili di questa classe politica. Un'informazione che invece di descrivere la realtà italiana per come essa è, denunciando le tante, troppe cose che non vanno, l'ha pilotata, seguendo le direttive del suo unico capo, distogliendola dai problemi di fondo del Paese con una sequela di mostri via via diversi individuati tra le fasce più deboli ed accusati di minare alla sicurezza ed alla integrità della società italiana. Accuse sostanzialemte infondate, accuse che nulla hanno a che fare con i veri problemi che sono invece tutt'altro.
Tutto ciò è stato possibile dalla miopia degli italiani, perchè, se questi sopra citati sono gli esecutori i veri mandanti sono proprio quegli italiani arresisi al canto delle sirene. Sirene dal canto soave quanto ferale, un canto mortifero che porterà tutti quanti alla rovina a meno che, con un ultimo rigurgito di orgoglio e dignità, non si decida finalmente di cambiare rotta e di buttare a mare chi si sazia dei pochi viveri rimasti indifferenti degli scogli sempre più vicini.

giovedì 28 maggio 2009


Solo quattro anni e già vittima del razzismo. In un ridente paesino tra Milano e Como, si proprio qui vicino a noi, un bambino di quattro anni figlio di un dominicano e di una italiana è stato picchiato dai alcuni suoi compagni d'asilo ed è finito in ospedale perchè nero. E' questa la naturale degenerazione di una società sempre più incattivita istigata da forze politiche becere e violente con la complicità atroce dei maggiori media nazionali che, incapaci di risolvere i problemi del paese, per distogliere l'attenzione degli italiani su ciò che non sono capaci di fare cercano continuamente mostri da sbattere in prima pagina, qualcuno da indicare come nemico numero uno. I gay, i romeni, gli albanesi, i ROM, i negri ... e Silvio, anche lui vittima di quello stesso sistema da caccia alle streghe che così tanto ha contribuito a creare, vittima della sua stessa arma, domani al suo posto ci sarà qualcun altro, forse gli ebrei o i farmacisti o i protestanti chissà!
La colpa non si può certo attribuire a questi bambini ma agli adulti che hanno insegnato loro ad odiare, perchè nessun bambino nasce razzista, omofobo o xenofobo ma lo diventa imparando dai grandi. Tutti noi dobbiamo riflettere su questo episodio, riflettere su ciò che è diventata la società italiana, su ciò che è diventata la Lombardia, un tempo terra di illuminismo ed illuminati ed ora capace di generare solo odio. Prendere sottogamba questo episodio, dire che sono solo bambini, significa girarsi dall'altra parte, significa non capire la gravità di quest'aggressione, significa fare il gioco di chi non ha rispetto per la vita umana.